Scheda tecnica del motoscafo in vetroresina Akes 27
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Tipo imbarcazione: |
motoscafo open offshore |
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Materiale: |
sandwich di epossidica-vetro con anima in superlamellare di mogano con rinforzi in carbonio |
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Lunghezza ft. |
8.10 m |
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Larghezza |
2.50 m |
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Altezza |
1.60 m |
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Immersione |
0.40 m |
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Peso scafo |
1400 kg |
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Motorizzazione |
fuoribordo minimo 1x200 cv |
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Velocità |
34 nodi con 1x200 cv |
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Portata persone |
Omologazione CE, categoria B |
Scafo inaffondabile, autosvuotante statico, spessori e rinforzi maggiorati, rigido e leggero.
Dotazioni standard: Bracket strutturale, consolle centrale, T-top in
acciaio, cabina di prua, prendisole prodiero per 4 persone, area poppiera
flush-deck con sedute laterali, serbatoio benzina 400 litri, serbatoio acqua
potabile 100 litri, cassa di zavorra 400 litri, verricello elettrico,
doccetta esterna, scaletta di risalita.
L'imbarcazione viene realizzata in sandwich di resina epossidica e fibra di vetro, con anima in lamellare e superlamellare di mogano. Il procedimento costruttivo prevede molteplici fasi, vediamole, riassumendole, per linee generali:
1° fase:
piegatura del lamellare o superlamellare, che viene messo in forma su apposite seste in acciaio tagliate al laser, per permettere un esatto montaggio e una perfetta simmetria dello scafo, pari o superiore alla migliore delle imbarcazioni estratte da stampo;
2° fase:
incollaggio strutturale e doppia nastratura interna del core, in maniera tale da realizzare uno scafo monolitico, come se fosse sagomato in un unico pezzo;
3° fase:
irrigidimento e rinforzo tramite quattro longheroni longitudinali che partono da prua e si integrano con il bracket, tali rinforzi sono sovradimensionati sia in spessore che in altezza e vengono incollati allo scafo con resina epossidica caricata e nastrati con fibra in vetro e carbonio per aumentarne la rigidezza, successivamente si procede alla posa dei rinforzi trasversali realizzati tramite paratie strutturali in multistrato di okoumè, onde contenere i pesi, di 40 mm di spessore resi solidali allo scafo con le stesse procedure dei longheroni. Rivestimento con epossidica e fibra di vetro dello scafo all'interno. A questo punto lo scafo ha raggiunto una solidità eccezionale ma con un contenimento dei pesi da primato;
4° fase:
si procede alla posa degli impianti e dei serbatoi, curando la posizione dei cavi dei tubi e il fissaggio perfetto di tutta l'accessoristica e della ferramenta in maniera tale da potervi accedere e intervenire successivamente per qualsiasi motivo in maniera agevole;
5° fase:
incollaggio strutturale con epossidica caricata del pagliolato, dei rinforzi delle murate, e delle contromurate, in modo da ottenere un doppio scafo ed aumentare ulteriormente la resistenza ed assicurare l'inaffondabilità;
6° fase:
rovesciamento dello scafo e doppia nastratura del core nelle giunzioni e rivestimento totale in epossidica e fibra di vetro come all'interno.
Ovviamente durante e dopo queste fasi si procede alla carteggiatura, stuccatura e protezione totale anche nelle parti più nascoste, per avere un interno dello scafo perfettamente liscio e ben curato anche nei gavoni, nelle sentine e nelle parti più recondite, che vengono rivestiti con gel-coat rigorosamente epossidico. Il risultato di tutte queste lavorazioni è un imbarcazione resistente e leggera resa ancora più robusta dalla possente struttura ad anello che scarica gli urti localizzati da qualsiasi parte essi provengano e garantisce una superiore rigidità torsionale, in definitiva la barca non teme il confronto di solidità con nessuna barca di vetroresina piena esistente sul mercato ed è comparabile per quanto riguarda i rapporti peso/resistenza con l'alluminio e con le tecnologie infusive in sandwich di materiali hi-tech. La geometria di carena, variabile a due ordini di pattini con deadrise elevato già nelle sezioni poppiere (23°) e molto accentuato a prua (55°) è già stata ampiamente collaudata e ottimizzata per garantire la migliore navigazione nelle condizioni d'onda corta e ripida tipiche del mediterraneo. Inoltre il doppio scafo ed il ginocchio pronunciato assicurano elevata stabilità alla fonda e assenza di schizzi durante la navigazione battente.
Lo scafo viene compartimentato anche sotto al pagliolato, ciò vuol dire che ogni spazio compreso tra le paratie strutturali è un volume a sé stante, dotato ognuno di una pompa di sentina, in maniera tale da avere un ulteriore garanzia di sicurezza con mare veramente difficile e nell'eventualità di incontro con un grosso frangente. A tale proposito è presente una cassa di zavorra di circa 400 litri (ballast ad acqua), riempibile con acqua di mare, mediante apertura di una saracinesca manuale o tramite elettrovalvola comandata in remoto dalla consolle, che permette di avanzare il baricentro, aumentare la stabilità trasversale e longitudinale e migliorare ulteriormente l'impatto sull'onda in caso di condizioni meteo difficili, oppure per dare stabilità alla fonda, tale cassa è svuotabile in brevissimo tempo tramite elettropompa dedicata.
La meticolosità in tutte le fasi di lavorazione, senza risparmio sui tempi di lavorazione e sui materiali assicura una qualità eccelsa nelle rifiniture, nell'impiantistica, nella facilità di manutenzione e nei montaggi degli impianti, dei particolari e degli accessori, e garantisce la realizzazione di un imbarcazione di qualità unica e senza compromessi.
Lo scafo è ovviamente autosvuotante anche da fermo, come già detto inaffondabile e ottimizzato anche in situazioni di mare formato e difficile.
L'Akes 27 può essere allestita per gli usi più diversi, è possibile personalizzare il layout di coperta in base agli utilizzi o ai desideri, il pozzetto è allestibile come fisherman per la pesca sportiva, per attività di subacquea così come per il diporto puro e per qualsiasi altra funzione specifica.
Con la motorizzazione massima di due fuoribordo da 200 CV, l'Akes 27 si muoverà possente e sicura ad oltre 50 nodi (reali), lasciandosi indietro parecchie imbarcazioni di dimensioni simili e inferiori con cavalleria ben più elevata.
Resina epossidica e cariche inerti micronizzate.
L'unica resina utilizzata è l'epossidica, che ha caratteristiche decisamente superiori alle resine poliesteri e vinilesteri normalmente utilizzate nelle barche. Rispetto a quest'ultime ha una permeabilità all'acqua e un ritiro praticamente nullo, con caratteristiche chimiche e meccaniche elevatissime. E' immune all'osmosi e sopporta in ragione dei suoi legami molecolari allungamenti prima della rottura anche superiori al 6%, possono essere inoltre modificate ed incrementate le sue caratteristiche in base all'aggiunta di cariche inerti micronizzate, sia per aumentarne la tenacia negli incollaggi strutturali, sia per utilizzarla come stucco a basso peso specifico ed alta resistenza alle scalfitture e agli attacchi fisici e chimici. Alcune cariche da noi utilizzate sono le microsfere di vetro e fenoliche, la silice, la grafite, le microfibre di vetro, additivi alla polvere d'alluminio.
Fibre e nastri di vetro e carbonio.
Utilizziamo nastri e tessuti di vetro biassiale orientato a 45°, in varie grammature, in maniera tale da far lavorare tutte le fibre e compensare l'anisotripia del core, e per aumentare notevolmente l'irrigidimento dei longheroni utilizziamo nastri unidirezionali di carbonio.
I multistrati.
Per il core dello scafo si utilizzano esclusivamente superlamellari e lamellari di mogano omologati RINA, sia per le superiori caratteristiche di resistenza a flessione e sia per la resistenza all'uso sottomarino, per le paratie e alcuni particolari interni si usano anche multistrati di okoumè omologato, che ha ottima resistenza con un basso peso specifico. A richiesta possiamo fornire il pagliolato rivestito in multistrato di teak, oppure in teak massello.
Principali optionals: